L’arbusto della coca (Erythroxylon coca), da cui si estrae il potente principio attivo chiamato cocaina, cresce spontaneamente nei climi caldo-umidi tropicali delle Ande nell’America meridionale (Ecuador, Colombia, Bolivia, Perù, Cile e Brasile). Dopo la raffinazione chimica si presenta, nella maggior parte dei casi, in polvere cristallina, bianca e inodore. Si assume per via nasale, fumandola, o iniettandola.
Ha effetti collaterali devastanti: la persona che ne abusa può perdere la ragione, avere il cervello rovinato, avere manie ed idee fisse che la portano a vivere una dimensione irreale, con sintomi paranoici.
Tutte le droghe sono devastanti ma la cocaina resta la più ingannevole. Per il fatto di non dare un’astinenza dolorosa il cocainomane è convinto di poterla “controllare” ma la realtà è molto diversa.
Piano piano l’assunzione diventa giornaliera e la quantità aumenta e il cocainomane rimane intrappolato senza neanche rendersene conto. Irascibilità, apatia, depressione e paranoie sono sintomi di assunzione prolungata nel tempo.